Attualmente una sola squadra italiana va in Conference League. È la formazione che chiude la stagione di Serie A al sesto posto, oppure la settima se la vincitrice della Coppa Italia si è già qualificata per una competizione europea superiore (Champions o Europa League).
In sostanza, il numero di squadre italiane che accedono alla UEFA Europa Conference League dipende da un incastro preciso tra il piazzamento in campionato e il risultato della Coppa Italia.
Come funziona la qualificazione per la Conference
L’Italia, grazie all’eccellente ranking UEFA, ha cinque posti garantiti in Europa League e Conference League complessivamente, oltre ai quattro per la Champions League. La ripartizione standard è la seguente:
- Le prime quattro classificate in Serie A vanno in Champions League.
- La quinta accede direttamente alla Europa League.
- Il vincitore della Coppa Italia conquista anch’esso un posto in Europa League.
- Infine, la squadra successiva in classifica (sesta o settima, a seconda dei casi) ottiene il diritto di giocare la Conference League.
Se la vincitrice della Coppa Italia si è già qualificata alla Champions o all’Europa League tramite il campionato, allora il posto viene “scalato” alla squadra immediatamente sotto.
Il meccanismo di scorrimento dei posti
Vediamo gli scenari pratici. In primo luogo, se la Coppa Italia è vinta da una squadra che si è classificata tra le prime cinque (quindi già in Champions o Europa League), il posto in Europa League passa alla sesta classificata e, di conseguenza, il posto in Conference League scivola alla settima.
Se invece la Coppa Italia è vinta da una formazione fuori dalle prime sei, sarà proprio quella squadra ad andare in Europa League, lasciando solo una qualificazione per la Conference League (alla sesta).
In tutti i casi, quindi, l’Italia manda una sola squadra alla Conference League, ma il piazzamento preciso può variare leggermente in base ai risultati stagionali.
La Conference League: cos’è e perché è importante
La Conference League, introdotta dalla UEFA nel 2021, è la terza competizione continentale per club dopo Champions ed Europa League. È nata con l’obiettivo di allargare la partecipazione europea anche a squadre provenienti da campionati medio-piccoli o da piazzamenti più bassi nelle leghe principali.
Per le squadre italiane, pur essendo una competizione “minore” sul piano del prestigio, rappresenta comunque:
- Una vetrina internazionale per giocatori e società in crescita.
- Un valore economico aggiunto grazie ai premi UEFA e ai diritti TV.
- Un canale alternativo per qualificarsi all’Europa League, poiché la vincitrice della Conference ottiene l’accesso diretto alla competizione di livello superiore nella stagione successiva.
Le italiane protagoniste
Negli ultimi anni le squadre italiane hanno partecipato alla Conference League:
- La Roma, che ha vinto la prima edizione nel 2022, battendo il Feyenoord e scrivendo una pagina storica.
- La Fiorentina, finalista per due anni consecutivi (2023 e 2024), dimostrando come la competizione possa offrire visibilità europea anche a club non stabilmente in Champions.
Questi esempi hanno rafforzato l’immagine della Conference come un torneo di valore crescente, utile per accumulare esperienza europea e migliorare il ranking nazionale.
COme abbiamo visto, dunque, una sola squadra italiana va in Conference League ogni stagione. Può essere la sesta o la settima classificata in Serie A, a seconda del vincitore della Coppa Italia. Anche se è la competizione europea “più giovane”, la Conference League è ormai diventata un palcoscenico utile per squadre ambiziose che puntano a crescere in campo internazionale e a prepararsi per traguardi ancora più prestigiosi.
